nuovi
temperamenti dell'arte II - - - - - 10
- 30 ottobre 1998 da
Brera al Jamaica - - - artisti
in mostra Da
Brera al Jamaica Sotto
il titolo "Nuovi temperamenti dell'arte II" si è
svolta durante il 1997 una seconda serie di mostre personali
che, seguendo le orme del precedente ciclo, mira a
verificare la dimensione professionale dei giovani autori
proponendo le opere nello splendido locale di retto dal
Mainini, incrocio di umori e di passioni diverse. Il
modello espositivo di queste brevi rassegne ha evidenziato
la dinamica della pittura così come vengono vissute
da parte di ogni singolo artista, attraverso
l'individuazione del percorso creativo che, pur legato alla
formazione scolastica, si porta oltre, volta per volta
acapace dio offrire allo spettatore i sintomi di una ricerca
tutta in divenire. Anche
quest'anno le scelte si sono orientate verso una forte
prevalenza della pittura così detta anioconica,
astratta, informale: insomma, verso il fermento del colore
allo stato puro, senz'altro sostegno che quello della
propria natura interiore, del proprio lirico sentimento
cromatico. Si
Tratta di esperienze che hanno un'ampia elaborazione
nell'ambiente scolastico e si identificano con un largo
orizzonte del gusto che a Brera ha diversi docenti in prima
linea. Tuttavia, oggi, tra i giovani attivi non solo a
Milano il versante della pittura, con annessi strumenti e
pensieri poetici, incontra serie difficoltà ad essere
recepito, amato e compreso, forse per il fatto di subire una
sorta di schiacciamento da parte del dibattito sulle
tecnologie e sui vari "medalismi" con cui il medesimo ruolo
del dipingere è stato stravolto, nel tentativo di
volerne a tutti i costi ridefinirne il destino. In
questo, "Nuovi temperamenti dell'arte II" è un
progetto espositivo che si rivolge al cuore del
problema-colore senza altro desiderio che quello di
partecipare alla sua vita, mai messa in attesa di giudizio,
ma affrontata sempre nel suo valore più profondo,
quello dell'attivazione del corpo visibile invisibile
dell'immaginario. anche se il procedimento creativo si
attesta su evidenti strutture grammaticali del linguaggio
pittorico va riconosciuto a questi giovani lo sforzo di
aderire agli eventi del colore, un impegno che non è
mai simulazione ma tendenza a sentire l'impulso del
dipingere come strumento di esplorazione dell'universo
visivo. Dunque, la questione non riguarda un ennesima
evoluzione della pittura, che sarebbe discorso al quale del
resto non crede più nessuno; riguarda semmai la
possibilità di immaginare la ricerca del colore come
un viaggio che, attraverso diversi orizzonti, incontra
sempre il medesimo desiderio: fare pittura. I
pittori assumono tutte le posizioni utili all'idea
dell'arte, vale a dire al loro sentimento della visione,
tutto ciò che permette di interrogare lo spazio, la
luce, il rapporti tra le cose, anche irapporti
immaginari. Ed
ognuno di questi giovani ama materializzare sulla superficie
i propri sogni: Marco Grimaldi fantasmi spaziali, Liu
Yung-Jen respiri cromatici, Setsuo Kondo percezioni tattili,
Anna Nutini metamorfosi figurali, Rossella Rapetti magici
memoriali, Giuseppe Rumi densità materiche Elena
Strada profumi vegetali. Con
questo complesso di modi e di modelli pittori "Nuovi
temperamenti dell'arte II" prosegue l'esperienza di un
divenire espositivo in atto, con relativi incontri e
confronti. Come
è accaduto per la scorsa edizione, ogni mossa
comporterà un arricchimento e una diversa percezione
delle opere, con quel tanto di imprevedibilità
necessaria alla vita delle forme pittoriche. Come
in ogni laboratorio che si rispetti, anche in questo caso
vige un senso di apertura e di slancio verso il futuro:
inattesa di altre indicazioni, di nuovi soggetti dell'arte
sospesi tra la memoria di Brera e l'attualità del
Jamaica. [home
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Nuovi
temperamenti dell'arte II
marco
grimaldi
setsuo kondo
anna nutini
rossella rapetti
giuseppe rumi
elena strada
liù yung-je
di Claudio Cerritelli
Le
mostre al Bar Jamaica dei giovani artisti che sono stati
allievi dell'Accademia di Brera costituiscono un
appuntamento non più sporadico, sono un'avventura
dall'apparenza duratura, fino a poter essere considerata
come un momento della cultura artistica milanese che ha il
suo senso in un rinnovato rapporto con la tradizione di quel
luogo che è il quartiere di Brera.